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9^ Conversazione Etica- Etica ed inquinamento ambientale

“ETICA ED INQUINAMENTO AMBIENTALE”

Sabato 10.02.2018, nell’ Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Foggia, si è svolta la 9^ Conversazione Etica alla presenza di circa 200 studenti dei Licei Marconi e Poerio e dell’Istituto Pascal.

A causa dell’impossibilità da parte della Prof. Susanna Cannizzaro di presenziare all’evento in qualità di relatrice, per motivi di salute, si è dato maggior spazio all’intervento del Dott. Giuseppe Suaria, laureato in Biologia Marina ed attualmente ricercatore presso l’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche di La Spezia.

Ad apertura dei lavori il Presidente del club, Luciano Magaldi, ha sottolineato l’importanza dei temi trattati, evidenziando particolare interesse in ordine al significato di etica applicata ai temi ambientali.

L’avv. Enrico Rando, nella sua qualità di moderatore, prima di presentare l’unico relatore, ha voluto precisare come il concetto di etica (dal greco èthos: "carattere", "comportamento", "costume", "consuetudine") applicato all’ambiente trovi origine, di recente, solo agli albori del secolo scorso.

In sostanza si è parlato di etica, quale branca della filosofia che studia i fondamenti razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico (ovvero distinguerli in buoni, giusti, leciti, rispetto a quelli sconvenienti, ingiusti e non leciti), in relazione all’ambiente, da quando l’uomo, attraverso il suo sviluppo tecnico-industriale, ha modificato fortemente ed irreparabilmente il proprio habitat.

In particolare, ha accennato alla Bioetica (Van Popper) con il suo nuovo significato di etica incentrato nell’assunzione di responsabilità dell’uomo verso ciò che lo circonda, la sua stretta correlazione con l’ambiente, la necessità di avviare un percorso positivo di rispetto degli esseri viventi e di cura dell’habitat, sempre meno naturale, in cui vive.

A questo punto ha preso la parola il relatore dott. Suaria che ha partecipato ai ragazzi presenti la sua grande esperienza, maturata attraverso numerose spedizioni e viaggi nei principali mari ed oceani del mondo, che gli ha permesso di raccogliere una serie di foto e di filmati utilissimi a fornire una panoramica generale sul problema dell’inquinamento marino da materie plastiche.

L’attenzione della platea si è da subito concentrata sull’importanza dell’impatto dell’uomo, con le sue scoperte scientifiche, con la sua evoluzione tecnologica, sull’ambiente marino.

Il materiale fotografico mostrato all’inizio della sua relazione (quadro con giocatori al biliardo ambientato nel 1800) ha dato contestuale conferma alla platea come l’uomo abbia e stia, sempre di più, trasformando l’ambiente in cui vive (nel caso di specie l’avorio delle zanne di elefante necessario a diversi utilizzi ha causato quasi l’estinzione degli elefanti stessi).

La scoperta di materie nuove (quali la plastica), se in una prospettiva utilitaristica ha giovato all’umanità (mobili di plastica, contenitori, buste etc.), in un’ottica di etica ambientale ha comportato una trasformazione rilevante del pianeta in termini negativi.

Le immagini di bambini ed uomini fotografati mentre nuotano in un mare di plastica, l’indicazione precisa di vere e proprie isole, in mezzo agli oceani, composte da materiale più o mene degradato composto da polipropilene hanno interessato a lungo gli studenti presenti.

Le immagini crude di animali, in particolare, uccelli (albatros) e cetacei e tartarughe marine, morti a causa del cibarsi per errore di scarti di plastica hanno mostrato le potenzialità negative del fenomeno e della quantità di specie animali interessata alla possibile estinzione.

La riflessione del Dott. Suaria sull’eccessivo utilizzo delle materie plastiche da parte dell’uomo (in alcune nazioni si è calcolato il suo consumo in 100 KG pro capite per anno) ha trasferito il tema dell’inquinamento marino su un piano ancora più ampio: dove finisce tutto il materiale di scarto che ogni anno viene prodotto dall’uomo?

Ebbene, la concentrazione di plastica negli oceani, così rilevante da creare addirittura delle isole, non esaurisce la problematica.

Immagini dei più svariati oggetti di plastica sul fondale del mare ha fornito una risposta maggiormente approfondita, ma non esaustiva.

Oltre l’80/90% delle materie plastiche (il 60/70% a livello europeo), prodotte nel mondo non viene riciclata ed un’importante percentuale di esse, attraverso la trasformazione in particelle invisibili all’occhio umano, compare nel nostro cibo (esempio del miele) ed, addirittura, nell’acqua dei nostri rubinetti.

Le diapositive che hanno mostrato frammenti della circumnavigazione del continente antartico a bordo di una nave rompighiaccio, hanno colto l’attenzione di tutti in ordine all’impatto dell’inquinamento da macro e micro plastiche in uno degli ecosistemi più remoti al mondo.

Le forti correnti marine che costeggiano il Polo Sud, purtroppo, non hanno impedito la trasformazione e l’inquinamento dell’ecosistema più naturale e più intatto del pianeta.

Enrico RANDO

                

    

Il Club U. Giordano

Correva l’anno 1992 allorquando il grande Distretto 2100 (oggi 2120), ravvisò la necessità di costituire nella città di Foggia un secondo Club.
Dopo varie riunioni propedeutiche, in data 23 luglio 1993 si compì felicemente il parto con la consegna della Carta, dando vita al Rotary Club Foggia “U. Giordano”.

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